Chi siamo

La Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta, Silesia, nata nell’anno 2000, è una Struttura Accreditata, per pazienti affetti da Disturbi del Comportamento Alimentare. E’ situata a Vicenza, in una struttura ampia ed accogliente, a pochi chilometri dal centro della città, e in una posizione comoda ed accessibile ai mezzi di trasporto pubblici.
L'equipe è composta da varie figure professionali (psichiatra, medico di medicina generale, psicoterapeuta, psicologo, educatore professionale, dietista, assistente sociale, operatore socio sanitario) che collaborano in un’ottica d’intervento integrato e multidisciplinare.

In comunità, sono accolti in regime di residenzialità, sino ad un massimo di 11 utenti. Silesia è autorizzata nelle sue attività dal SSN e collabora anche con la Pubblica Amministrazione, secondo le convenzioni contratte con le singole Unità Operative per i D. C.A. dislocate nel territorio.

La nostra storia

Nel 1996 nasce la Cooperativa Sociale Linte per volontà di alcuni educatori impegnati in vari ambiti del sociale. Inizialmente i soci educatori e fondatori della Cooperativa Linte si dedicano alla gestione di una Comunità di Accoglienza per Minori e ad attività di animazione e ludoteca per l’età dello sviluppo. Nel 1999 uno dei soci, con una spiccata propensione alle attività artistiche, inizia a collaborare con la Casa di Cura Villa Margherita per la gestione di un laboratorio occupazionale ed espressivo all’interno del centro che si occupa di disturbi alimentari, e conosce, quindi, il responsabile del servizio, dott. Roberto Ostuzzi.
Grazie alla collaborazione con il dott. Ostuzzi, esperto di problematiche medico-psicologiche legate alla nutrizione, nasce il progetto di dare vita ad una Comunità per i Disturbi del Comportamento Alimentare, prima nel suo genere in Italia. Il progetto nasce e si sviluppa come progetto sperimentale, sotto la guida e supervisione del dott. Ostuzzi, che da tempo pensava a poter creare un percorso di cura di medio-lungo termine in un contesto non ospedaliero, avente come obiettivo primario quello di sviluppare un percorso di graduale autonomia, per persone con una lunga storia di malattia e/o di ricadute. Fin dall’inizio, la filosofia di intervento della Comunità Residenziale dedicata alla cura e alla riabilitazione sociale e sanitaria di persone affette da un disturbo alimentare, ha considerato l’importanza di sviluppare e sperimentare abilità sociali e relazionali, finalizzate al raggiungimento di una qualità di vita soddisfacente.
La Comunità viene denominata Silesia per volere dei soci educatori impegnati nel progetto e su proposta delle prime ragazze ospitate all’interno della struttura nell’anno 2000. Il nome Silesia, con i suoi significati, ben rappresentava il senso e la volontà delle persone, educatori e ragazze, coinvolte a vario titolo in questa prima fase di vita della struttura. Nel mondo celtico il termine Silesia indica un gruppo di fate che ha come caratteristica il fatto di non avere dimora, e di muoversi da un posto all’altro, dove vi sia bisogno di loro, aiutando le persone a trovare le proprie radici. Nel significato comune il termine indica un sottile ma resistente tessuto. Questi due significati hanno trovato, in Comunità Silesia, un punto d’incontro: ogni volta che intrecciamo una relazione con qualcuno entriamo a far parte di una rete a cui sono collegate, e si collegano, altre relazioni, incrociandosi tra loro in molteplici possibili combinazioni; questa è la magia dei rapporti sociali che bisogna imparare a intrattenere con cura e attenzione, per non creare rotture o lacerare i fili sottili di quel tessuto di cui siamo responsabili.
I primi anni della Comunità furono dedicati soprattutto alla formazione dell’equipe e degli operatori, con percorsi formativi sia all’interno sia all’esterno della struttura e con il contributo e la collaborazione di esperti del settore, quali il dott. Gianluigi Luxardi del Centro DCA di S. Vito al Tagliamento, allo scopo di definire il percorso terapeutico riabilitativo da attuare in Comunità. Nel tempo si sviluppò un modello di cura centrato sulla riabilitazione psico-sociale, finalizzato a far riacquisire e rieducare i comportamenti persi con la malattia, alla ricerca di maggiore consapevolezza rispetto ai sintomi e a se stessi. Le diverse esperienze che la dedizione e la professionalità degli educatori hanno sviluppato nel tempo all’interno della Comunità hanno dato vita ad una forte, presente e quotidiana proposta educativa. In tal modo quello che era nato come un progetto sperimentale, sorto in una villetta appena fuori Vicenza con 5 posti letto, è cresciuto e si è sviluppato arrivando ad accogliere le richieste di inserimento fino ad 11 persone, situandosi in un’ampia casa attorniata dal verde in città.